Come giudico un buon Design?

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Per realizzare un progetto di successo il design è una componente fondamentale.
In questo articolo vediamo come si dipana un processo di design, a cosa serve, e come giudicarne il valore in modo oggettivo.

Il design che piace a me

Valutare un progetto dal suo aspetto e solo in base a preferenze e gusti personali può essere DEVASTANTE:

“Lo vorrei arancione, è il mio colore preferito”

Peccato che l’arancione è il colore delle offerte, dei prezzi bassi, dei discount. Non veicola l’idea di qualità ed esclusività come ad esempio il colore viola, o il nero.

“Per i testi pensavo a qualcosa di non troppo serio, ho scelto il Comic Sans”

Il tuo scopo è di trasmettere il valore dei 50 anni di esperienza sul campo? Meglio usare un font serio, un graziato come ad esempio un Bodoni.

Quindi primo punto importante:

forme e colori hanno un significato, corrispondono ad un linguaggio.

La bozza alla fine, non all’inzio

A volte ricevo richieste di sviluppare un progetto web e di includere nell’offerta 3 bozze tra cui scegliere.
Posso andare su Templatemonster o Themeforest e scegliere 3 progetti a caso da proporre (in tanti lo fanno!). Preferisco rispondere che la bozza grafica è la parte finale del lavoro di progettazione, non l’inizio.
Ma andiamo con ordine!

Disegno, Design, Progettazione

Disegno e design suonano simili ma hanno significato diverso.
La parola inglese design significa progettazione, ben diverso da disegno.
Aggiungi a questa confusione anche l’uso della parola DESIGN come aggettivo, quando parliamo ad esempio di una sedia di design.
UP Chair di Gaetano Pesce è un prodotto esclusivo, più costoso di una sedia qualunque, con un aspetto bizzarro e originale.
Prodotti di design ne trovi a bizzeffe, a marchio PHILIPPE STARCK o PININFARINA (metti il nome di qualsiasi personaggio del design star system).

Serie UP Chair, Gaetano Pesce
Serie UP Chair, Gaetano Pesce

Quindi l’oggetto di questo articolo non è il disegno, né i prodotti “di design”, ma l’argomento è espressamente il processo di progettazione, il lavoro che faccio tutti i giorni io stesso.

Il tuo progetto in 5D: sviluppo in 5 fasi

Produci hamburger gourmet? Realizzi un abito? Sviluppi un’App?
Qualunque sia il lavoro e l’ambito, ogni progetto al mondo si sviluppa in 5 fasi:

  1. Discover
  2. Define
  3. Design
  4. Develop
  5. Deploy
Discover Define Design Develop Deploy

Che tradotto in italiano suona così (è meno fico, lo so):

  1. Scopri (ascolta, analizza)
  2. Pianifica (definisci, concorda)
  3. Progetta
  4. Sviluppa
  5. Pubblica (consegna)

Nelle organizzazioni più complesse, per ogni fase sono coinvolte persone (o team) diverse, ed un project manager segue tutto il percorso.
Spesso il designer viene coinvolto soltanto nella fase 3, Design appunto, da qui cominciano le grane!

Qual è il ruolo del designer?

Il compito del designer (progettista) è di realizzare la soluzione ad un problema.
Ad esempio se voglio realizzare il design di una sedia il mio obiettivo è realizzare un oggetto comodo per le terga altrui, evitando il mal di schiena.
Se realizzo una brochure informativa, è per proporre un servizio utile.
Quando progetto un catalogo di prodotti su web, è per consentire il più efficiente incontro tra domanda e offerta.
Meglio ancora quando problema e soluzioni sono espliciti, specifici e concreti. Ad esempio un catalogo su web per offrire bulloni anti-svitamento.

Se mi allontano dall’obiettivo di realizzare una soluzione abdico al mio ruolo. Il risultato non è una soluzione ma solo un bel disegno.

Per questo è importante che il designer sia coinvolto fin dalle prime fasi del progetto (Discover e Define), anche solo come osservatore, per avere una comprensione chiara di quale sia il problema da risolvere.
Diversamente il suo ruolo sarà

scegliere il colore che sta meglio, o il tema wordpress che piace al committente.

L’altra faccia della medaglia: il committente del progetto conosce il problema da risolvere? Lo comunica al progettista in modo chiaro?

Designer o Artista

Spesso durante la progettazione il designer usa carta e penna per visualizzare delle soluzioni, delle ipotesi.
Nonostante questo non è un artista ispirato. Il lavoro è molto più simile a quello dell’artigiano, fatto di iterazioni, aggiustamenti e strumenti tecnici.
Come l’artigiano infatti, il designer è sempre orientato alla soluzione di un problema reale e concreto. Quando il graphic designer sceglie un font, un colore e un’immagine non è perché “è più bello” o “è più originale”, ma perché è funzionale alla soluzione del problema.

Il sogno dell’artista è comunque quello di arrivare al Museo, mentre il sogno del designer è quello di arrivare ai mercati rionali.
– Bruno Munari

Funzionalità e bellezza insieme

La progettazione, il design, corrisponde allo sviluppo di soluzioni funzionali. Ma non deve opporsi alla bellezza – al contrario.
Luca Bartolomeo Pacioli nel 1497 scrive De Divina Proportione in cui invita i sapienti a utilizzare la proporzione aurea. Le illustrazioni sono attribuite al suo allievo di matematica e geometria, Leonardo da Vinci. Il trattato contiene suggerimenti sull’utilizzo della golden rule in matematica, geometria, filosofia e tipografia.
Nonostante siano trascorsi 520 anni della pubblicazione, il tema è ancora attualissimo, tanto che è stato affrontato durante Kerning Conference a giugno 2017 da Antonio Cavedoni (team di type designer @ Apple che ha sviluppato il font San Francisco)

On Pacioli’s letterforms and the debate between art and science. Antonio Cavedoni – Kerning Conference 2017
On Pacioli’s letterforms and the debate between art and science. Antonio Cavedoni – Kerning Conference 2017
Trajan font studies
Trajan font studies

In definitiva, con un buon design funzione ed estetica si fondono insieme. Tecnica e bellezza, arte e scienza. Per approfondire consiglio la lettura di “Artista e Designer” e “Arte come mestiere” di Bruno Munari.

Graphic Design vs Web Design

Ritorniamo ai criteri di giudizio oggettivi. Che differenza c’è tra la progettazione di una brochure e quella di un sito web?

Progettare una brochure

Progettare una brochure richiede tutta una serie di competenze collegate all’uso del colore, lo spazio, il ritmo, l’equilibrio, la simmetria, il segno. Ma soprattutto l’uso della parola e la sua rappresentazione, le immagini e il loro significato.

proporzioni, ritmo, simmetria, equilibrio
proporzioni, ritmo, simmetria, equilibrio

Serve anche buona conoscenza dei supporti: carta, qualità del colore, tecniche di stampa. Per questo solitamente un graphic designer ha uno stampatore di fiducia che collabora e sostiene il valore del progetto.

Letterpress
Letterpress
Tipografia “la vecchia stamperia” Faenza
Tipografia “la vecchia stamperia” Faenza

Progettare un sito web

Progettare un sito web richiede una buona conoscenza del supporto web, i computer, gli smartphone. I browser per navigare il web come Chrome, Internet Explorer, Firefox, Safari. Il linguaggio HTML, CSS e Javascript che si nascondono sotto ogni pagina.

Il web è accessibile con dispositivi molto diversi tra loro, con interfacce utente completamente diverse. Pensa alla differenza tra un desktop computer controllato da mouse, tastiera, monitor e uno smartwatch con uno schermo di pochi cm, controllato con l’indice e i comandi vocali.

Per questo solitamente un web designer si confronta con uno sviluppatore web di fiducia che collabora in modo sostanziale al progetto.

Sfogliare la brochure, interagire col sito

Una brochure solitamente ha pagine che si susseguono una dopo l’altra. Un progetto particolarmente ricco potrebbe avere una confezione, effetti tattili di carta o plastificazioni, rilievi, ritagli, anche contenuti pop-up. L’interazione è limitata dal contatto fisico col materiale.

Progetto per monografia Isolfin 50 anni
Progetto per monografia Isolfin 50 anni

Il sito web invece offre un’esperienza immateriale e più articolata. Fin dai primi ipertesti, non ha propriamente una copertina e un retro, un inizio e una fine.

Sul sito web le persone entrano spesso in pagine diverse dalla home page.
I visitatori scivolano da una pagina all’altra, fanno surfing in un’interazione continua con il sito, tracciando percorsi.
Per questo è particolarmente importante lo sviluppo di un menu di navigazione, un’interfaccia, che consenta al visitatore di trovare rapidamente quello che cerca: la soluzione al suo problema.

Ipotesi di user journey - goodui.org
Ipotesi di user journey - goodui.org

Conclusioni: come giudicare un buon design

1 – il problema da risolvere è esplicito, specifico e concreto?

Che tu sia committente o designer, il progetto parte sempre da un problema da risolvere.
Il confronto costruttivo si fonda su un elenco di problemi specifici e concreti ordinati per priorità:

“vorrei incrementare le vendite” non è abbastanza specifico

“vorrei che le officine sapessero che posso fornire bulloni anti-svitamento autobloccanti” è un obiettivo specifico

Quando questo confronto tra committente e designer è mancante, è impossibile giudicare il valore di un progetto.
Il risultato si basa solo su intuizioni e gusti personali.

2 – il progetto risolve un problema?

Se vuoi ottenere un progetto bello ed efficace resta ancorato agli obiettivi.
Non affrettarti a considerare l’aspetto, l’estetica – giudica in quale misura risolve il problema.
Il portale di Amazon non è visivamente emozionante, ma riesce a generare miliardi di guadagni, e lo stesso si può dire per altri colossi web come Facebook o Google.

i portali di Amazon e Google
i portali di Amazon e Google

Nel 1998 Apple era sull’orlo del fallimento. Il prodotto che ne ha rilanciato il successo è stato l’iMac perché risolveva (anche) un problema estetico.
I computer a quell’epoca erano in tutti gli uffici e stavano entrando prepotentemente nelle case e nei negozi. Prima del’iMac i computer erano degli orrendi scatoloni e monitor beige. Quindi il problema che l’iMac ha risolto era di proporsi come una nuova generazione di computer, non solo per i nerd negli scantinati, ma anche per le famiglie e le attività commerciali.

 3 – in quale misura risolve un problema?

Ci sono grandi opportunità su questo fronte. Grazie al web si può misurare quasi tutto.
Quindi altro elemento fondamentale dopo avere definito problemi e obiettivi, è misurarne il successo (o intervenire).

Confronto prima e dopo l'intervento sul comportamento dei visitatori del sito da smartphone
Confronto prima e dopo l'intervento sul comportamento dei visitatori del sito da smartphone

Come giudicare e misurare un buon design?

In sintesi, per giudicare un progetto la domanda è sempre:

“In che misura questo progetto corrisponde a una soluzione per i miei utenti?”

Il tuo progetto funziona?

Se vuoi qualche suggerimento per il tuo progetto, non esitare:

Anche a te è capitato di convincere qualcuno a non usare il Comic Sans? In questo caso questa estensione per chrome potrebbe tornarti utile: Comic Sans Everything

Sei committente o designer? Commenta la tua esperienza.

Nei prossimi articoli della serie Design affronteremo il design di interfaccia (UI – User Interface), lo sviluppo dell’esperienza utente (UX – User experience design).

Enrico Maioli

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Amo imparare e cavalcare il cambiamento. Amo aiutare le persone a costruire e scoprire cose che funzionano. Per questo il mio mestiere, dal 1998, è progettare su Web. Designer e Formatore con la passione per Munari, Frank Miller, Hugo Pratt e Rodari. Costruisco le Idee con metodo, innaffio la Bellezza per farla fiorire. Osservo le persone per costruire processi ben oliati: Value Proposition + Design & User Experience = web marketing che gira. Ho lavorato assieme a Gino Paoli, Ferrero, Università di Padova, Parlamento Europeo, Fiera Roma, CNA.

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