Web Marketing Festival 2018, quali sono stati gli speech da vedere e rivedere?

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Chi è stato al Web Marketing Festival almeno una volta nella vita sa che una delle cose più difficili è la scelta degli speech a cui partecipare: i temi sono tanti, le sale si moltiplicano di anno in anno e spesso capita di essere interessati ad argomenti che il programma propone allo stesso orario.
Lavorando per un’agenzia di comunicazione, sono attratta da una gamma di tematiche davvero ampia, motivo per cui ogni volta mi trovo di fronte al dilemma di decidere cosa voglio assolutamente vedere. Quindi leggo e rileggo titolo e descrizione di ogni singolo intervento e pianifico la mia agenda dei must con cura maniacale. Ne consegue che, se durante l’evento mi rendo conto di aver fatto le scelte sbagliate, scatta l’autofustigazione.

Dimmi, ti prego, che non sono la sola!

Voglio pensare che tanti si trovino nella mia stessa condizione e che questo sia il motivo per cui presto saranno a disposizione le slide e i video di tutto il festival su GT Master Club, così che ognuno possa rivedere gli speech più interessanti e recuperare quelli a cui non ha partecipato.

Ma hai visto quanti ce n’erano? Come farai a scegliere?

Provo a darti una mano: in questo articolo racconto il mio WMF18 selezionando solo gli speech che secondo me meritano di essere visti e rivisti.
Se poi vorrai ricambiare il favore,
dimmi quali sono stati i tuoi preferiti tra quelli a cui hai assistito tu.

Intanto comincio io.

Nelle tre giornate mi sono spostata tra varie sale, cercando di coprire il più possibile gli argomenti che volevo approfondire: ho assistito quindi a interventi su Web Design e UX, data analysis, passando per SEO e Content Marketing e, devo essere onesta, non tutti hanno lasciato il segno, ma alcuni valgono proprio la pena di essere visti e cercherò di riassumerli.

Web Design e UX

Ho seguito diversi speech in questa sala, ma quelli che voglio consigliare sono due e parlano di argomenti completamente diversi.

Uno è sicuramente quello di Giulia Laco, che ha fatto un perfetto excursus sul rapporto tra tipografia e percezione.
Giulia è partita dalle fondamenta della teoria sulla comunicazione, fino a toccare quello che dovrebbe essere il futuro prossimo, con l’uso dei font variabili e lo studio della tipografia per la realtà virtuale e aumentata. Lo speech è rivolto ai web designer, ma in generale fa bene a chiunque si occupi di grafica o scrittura perché spiega diverse teorie sulla percezione e come queste si applichino ai media e debbano essere sfruttate per catturare e focalizzare l’attenzione di chi legge.
Uno dei passaggi che ho apprezzato maggiormente è stata la suggestiva proporzione che pone sullo stesso piano il rapporto tra User Experience e Information Architecture e quello tra la tipografia e il copywriting.
Questo il link alla presentazione su GT Marter Club.

Giulia Laco al WMF 2018

Un’altra presentazione che merita è quella di Giovanni Sacheli sulle Progressive Web App. Se non sapete cosa sono e vi occupate di web vi consiglio assolutamente di andare a vedere il video per scoprire questa tecnologia in sviluppo da qualche anno.
Lo speech è senz’altro interessante anche per chi già conosce l’argomento perché è una sorta di tutorial piuttosto pratico su come realizzare una PWA, indicando le caratteristiche che deve avere e quali funzioni può sfruttare.
Speravo onestamente di scoprire qualcosa in più sulla situazione da “Deserto dei Tartari” delle PWA: già da tempo si dice che saranno il futuro, ma finora non c’è stato grosso riscontro nella realtà e mi aspettavo da Giovanni un aggiornamento in merito. A parte questo, consiglio l’intervento a chi, come me, ama le presentazioni in cui sono condivise informazioni concrete.
Qui trovi la sua scheda.

Content Marketing

Anche da questa sala sono due gli speech che raccomando.

Miriam Bertoli ha toccato un argomento spinoso, ovvero la difficile arte della scrittura per il B2B e per farlo è giustamente partita da un dato di fatto importante: anche se il target sono altre aziende, quando si scrive per il B2B bisogna sempre avere a mente che a leggere sarà una persona, anzi più di una e che ognuna esaminerà il prodotto dal proprio punto di vista, in base al suo ruolo professionale. Per questo è necessaria una strategia ben ponderata prima di scrivere i contenuti: studiare le personas per comprendere a chi ci si rivolge e quali informazioni dare a ognuna, cercare di prevedere quella che sarà la loro customer journey in modo da creare la giusta architettura delle informazioni e quindi decidere quello che effettivamente vogliamo ottenere.
In base a questa premessa Miriam suggerisce tre tipologie di contenuto che possono aiutare a raggiungere gli obiettivi di business preposti:

  • dare dei tool
  • creare hub tematici
  • coinvolgere influencer

Fondamentale a questo punto è divulgare a dovere il contenuto, anzi è buona norma ricordarsi di pensare a come distribuirlo fin da quando viene progettato.
Link alla presentazione su GT Master Club

Miriam Bertoli al WBF18

L’altro intervento che chi scrive per mestiere (e anche per passione) non può assolutamente perdere è quello di Valentina Falcinelli che, dall’alto della sua autorità in materia, può permettersi di consegnarci le tavole dei Dieci Comandamenti del Content Marketing.

  • Informati
  • Non fermarti
  • Chiediti “cosa”
  • Ordina
  • Chiediti “come”
  • Usa personalità
  • Lavora sul Tono di Voce
  • Semplifica
  • Sii clientecentrico
  • Cura il Content Design

Non scendo nel dettaglio dei punti, preferisco lasciare la loro spiegazione al video e alla brillantezza di Valentina.
Consigliato a tutti, ma soprattutto a chi ama i cani 🙂
Ecco il link.

Valentina Falcinelli al Web Marketing Festival 2018

SEO, Web Analytics e Big Data

Dopo aver parlato di scrittura, addentriamoci invece nel mondo dei numeri.
A mio parere è pressoché impossibile ormai parlare di SEO senza parlare di statistiche e analisi di dati e viceversa quindi, sebbene il programma li proponesse in sale separate, raggrupperò vari talk in questo blocco, all’interno del quale consiglio ben quattro speech.

Paolo Pellegrini ha portato nelle sue slide casi pratici sull’uso di dati a supporto delle strategie di business. Molto interessante in particolare è la commistione tra dati online e offline e come gli uni e gli altri si possano sfruttare per fare scelte di investimento aziendali. Ma la cosa che personalmente mi ha colpita di più sono stati alcuni trucchetti per “rubare” informazioni condivise pubblicamente in rete, come i dati di traffico di Google Maps o il cosiddetto “sentiment” analizzabile da TripAdvisor per esempio.
Qui il link alla scheda su GT Master Club.

Se ti interessa Google Tag Manager non puoi fare a meno di vedere il lungo talk di Matteo Zambon. Se non hai mai visto i suoi “show” ti dico subito che sono molto pratici: come sempre, Matteo parte sottoponendo uno o più problemi di tracciamento e mostra come risolverlo, ovviamente utilizzando GTM. Al Web Marketing Festival ha messo tanta carne al fuoco, menzione particolare va al #barbatrucco relativo al tema bollente di questi ultimi mesi, ovvero come gestire i consensi al trattamento dei dati per adeguare i siti alla famigerata GDPR.
La sua scheda qui.

Matteo Zambon al Web Marketing Festival 2018

Denso di informazioni anche lo speech di Simone Righini, che spiega come misurare i dati tenendo in considerazione fattori che spesso chi fa analisi tende a dimenticare.
Lo consiglio a tutti quelli che vogliono imparare a leggere le statistiche con occhio critico e usarle per calibrare i giusti interventi da fare per correggere problemi o migliorare la CRO.
Ecco il link.

La ricetta di Marco Cilia sull’uso corretto di Google Analytics è stata secondo me la migliore tra tutte le presentazioni che ho visto. In modo concreto e schematico Marco analizza vari problemi che possono affliggere la configurazione di GA “sporcando” di conseguenza i dati, per ognuno spiega un modo per individuarlo e come risolverlo.
Un esempio su tutti? La raccolta di dati personali su Google Analytics, azione vietata dalle condizioni di utilizzo della piattaforma, oltre che dalla GDPR, e penalizzata con la chiusura dell’account da parte di Google. Questa qui sotto è la slide in cui ne parla, ma consiglio di vedere tutto l’intervento, merita.
Ed ecco il suo link.

E-mail Marketing

Altro caposaldo dei miei interessi professionali è l’email marketing, motivo per cui ho fatto tappa anche in questa sala. Tra i vari interventi visti qui mi sento di consigliare caldamente quello di Elisa De Portu, che ricorda quali sono le ragioni per continuare a fare DEM in un mondo invaso dai social e dall’automazione.
L’e-mail ha alcune caratteristiche che la rendono unica:

  • è diffusa
  • è un protocollo standard
  • è un dato di proprietà
  • è personalizzabile
  • è mobile
  • è scalabile
  • da’ risposte misurabili
  • permette custom audience

Saper sfruttare ognuna di queste caratteristiche consente di fare la differenza.
Troverai video e slide qui.

Elisa De Portu al WMF18

Qui si ferma il mio racconto. So che molti articoli sul Web Marketing Festival parlano anche degli ospiti, delle iniziative, dell’evento, riportano foto e video di Cristina Chiabotto e di Elio, sono sicuramente più leggeri e completi del mio, ma io volevo solo essere utile, volevo darti qualche consiglio per le tue prossime sessioni di autoformazione e mi auguro di esserci riuscita.
Ti va ora di ricambiare? Tu cosa mi consigli di vedere?

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